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Letti da rifare

quattro chiacchiere tra pagine e coperte

Quello che ti meriti - di Anne Holt

Agosto 19th, 2008 by chiagia

Di Anne Holt si dice che sia la scrittrice di gialli che ha venduto di più al mondo. Quattro milioni di copie, così recita la fascetta. Leggendo il suo primo romanzo edito in Italia, “Quello che ti meriti”, non si stenta a crederlo.

Nella apparentemente tranquilla Norvegia, a tratti simile alla Virginia di Kay Scarpetta, si intrecciano due storie. Una viene dal passato e ha a che fare con la morte di una bambina per la quale era stato ingiustamente condannato un uomo. L’altra è una orribile storia di oggi: un folle sequestra bambini e poi ne restituisce i corpi senza vita ai genitori, accompagnandoli a un biglietto che recita “Ecco quello che ti meriti”. Le due storie sono molto più vicine di quanto sembri e solo la loro soluzione consentirà di salvare Emilie, la bambina che il folle ha finora, stranamente, risparmiato.

A condurre le indagini una coppia di investigatori magari non originalissimi ma estremamente ben caratterizzati. Johanne Vik, ricercatrice criminologa, madre separata di una bambina difficile. E Ingvar Stubo, poliziotto che ha appena perso moglie e figlia in un incidente assurdo. I due avvicinano le loro solitudini e tendono verso un probabile amore, che comunque non si concretizzerà, immagino, prima di altri due o tre romanzi.

Il thriller è strutturato come i grandi esempi americani (Deaver, Cornwell, Harris) ma scritto decisamente meglio. La trama è avvincente e coerente, anche se sul finale un paio di improbabili coincidenze ci lasciano un po’ perplessi. Altra piccola delusione sta nella scarsa caratterizzazione geografica della storia: quasi mai si apprezza l’ambientazione norvegese, che avrebbe potuto valorizzare il libro.

Le copertine del letto:  tre copertine

Genere: narrativa, giallo, noir

Pubblicato in 3 copertine, narrativa, giallo, noir |

Un commento

  1. la barrocciaia Dice:

    Concordo su tutta la linea. Libro avvincente, ben scritto, storia che appassiona fin dalle prime pagine. Sul finale cadono un po’ le braccia, ci mancava di scoprire che io sono la sorella segreta di Emilie e avevamo chiuso il cerchio. Comunque, bella lettura. E fantastici i nomi norvegesi.

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