Il casellante - di Andrea Camilleri
chiagia
Sì, ho smesso di fumare. Ma ogni tanto, specie in una mattina d’estate con pochi libri da leggere, ci ricasco. Una e basta. Con la scusante che si tratta di un racconto storico e io di Camilleri (a parte i primi Montalbano) ormai leggo solo quelli.
Questo “Casellante” ci riporta nella Vigata del 1940. Anzi, meglio, fuori da Vigata, nel casello che presidia la linea ferroviaria. Un treno che va e uno che viene, più quelli militari che passano quando gli pare. In questo micromondo vivono Nino, il casellante, e Minica, con un unico grande desiderio: quello di avere un bambino. La storia - il fascismo, i preparativi per lo sbarco americano - gli scorre attorno ma loro la vedono distrattamente, travolti da successive ondate di fortuna e di disgrazia.
Un bel libro, in grado di divertire e di emozionare. Indimenticabile Minica che tenta di trasformarsi in arbolo. Ottimo per una giornata di mare.
Le copertine del letto: tre copertine
Genere: narrativa
Pubblicato in 3 copertine, narrativa |
Agosto 30th, 2008 alle 09:17
Libro che si legge volentieri, anche se non mi ha appassionato come altri extra Montalbano (vedi “La scomparsa di Patò”, o “La concessione del telefono”, per citarne due). Triste. Per me 3 corte.