L’uomo dei cerchi azzurri - di Fred Vargas
la barrocciaia
Al quinto arrondissement di Parigi arriva un nuovo commissario. E’ giovane, ma ha già la fama di uno bravo, viene dai Pirenei, e si chiama Jean Baptiste Adamsberg. Danglard, suo ispettore con tendenza al vino bianco dopo le quattro, non capisce perchè il nuovo commissario si sia fissato su un caso apparentemente innocuo: notte dopo notte, sui marciapiedi di Parigi, qualcuno col gessetto fa cerchi azzurri. Ma Adamsberg è preoccupato, e ha ragione.
Le copertine del libro:
corte
E’ il primo romanzo in cui compare Adamsberg. Nei successivi, così come per tutte le saghe, vedi Montalbano, si perde un pò la sua freschezza, e le piccole manie e le caratteristiche del commissario diventano macchietta. Qui no. La trama del giallo regge bene, pur con la classica leggerezza della Vargas, e Adamsberg è irresistibile, così come il floscio Danglard con la sua bottiglia e i suoi quattro figli più uno.
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