54 - di Wu Ming
la barrocciaia
Memore dei fasti di “Q”, attacco pimpantissima questa nuova impresa del collettivo di scrittori Wu Ming. La storia si svolge, appunto, nell’anno 1954, per lo più in Italia, tra Bologna e Napoli, ma spesso e volentieri sconfiniamo in Iugoslavia, Russia e Francia. Nicola e Robespierre Capponi gestiscono un bar a Bologna. Il primo ha combattuto con i partigiani, il secondo è il re del frullone (!), entrambi soffrono la lontananza dal padre, in Iugoslavia a combattere con Tito prima, contro Tito poi. Le loro vicende, soprattutto quelle di Robespierre detto Pierre, si incrociano con quelle di Steve “Cemento”, uomo di Lucky Luciano in cerca di un futuro libero e lontano da Napoli, e niente meno che con quelle di Cary Grant, attore un pò in declino ma caro all’intellingence britannica.
Le copertine del letto: ![]()
Mah. Faticoso all’inizio, come anche Q, per i personaggi buttati lì un pò tutti insieme, ma diversamente da Q non spicca il volo, anzi, il libro rimane un pò appesantito, stagnante, con alcune storie troppo slegate tra loro.
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Pubblicato in 2 copertine, narrativa |
Luglio 15th, 2008 alle 10:40
ho letto il libro alla sua uscita anni fa, ma ne conservo un ricordo smagliante. Molto più ironico di Q, 54 offre uno spaccato su un periodo storico di cui si sa poco, con un’Italia mancante ancora di Trieste e che sta per vviarsi nel boom economico, nuovi equilibri pollici con la Jugoslavia di Tito che si sta isolando dalla russia, le forze alleate ancora pesantemente presenti in Italia e personaggi brillanti e, secondo me, ben utilizzati: l’utilizzo di Cary Grant e di Tito ha del favoloso.
per me 4 copertine secche
Luglio 28th, 2008 alle 07:23
Il personaggio più umano è il televisore.
*Wu Ming is always Wu Ming*
Agosto 10th, 2008 alle 14:22
Condivido il giudizio di Torpedine.