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Letti da rifare

quattro chiacchiere tra pagine e coperte

Fantasmi (Dispacci dalla Cambogia) - di Tiziano Terzani

Giugno 8th, 2008 by chiagia

Arriva in libreria il secondo libro postumo di Tiziano Terzani. Il primo è stato “La fine è il mio inizio”, con il dialogo sulla vita (con e senza maiuscola) tra il giornalista e il figlio Folco. Un libro bellissimo, che ci portava in giro per il mondo ed infine tra le colline dell’Orsigna negli ultimi giorni di vita di Terzani.

Questo secondo libro è invece curato dalla moglie Angela e raccoglie le corrispondenze che Terzani ha inviato dalla Cambogia ai giornali italiani con i quali collaborava (L’Espresso, la Repubblica, Il Corriere della Sera) e al settimanale tedesco Der Spiegel .

Ecco, diciamo subito che non si tratta di una banale operazione speculativa. In tutta la notevole produzione di Terzani, infatti, mancava - e bene ha fatto Angela a coprire questa mancanza - una raccolta “ragionata” degli articoli cambogiani. Che per Terzani avevano il valore affettivo di chi ha associato a questa terra derelitta alcuni passi fondamentali della propria carriera giornalistica. E che per noi hanno l’indiscutibile pregio di ricordarci in modo sistematico trent’anni di storia di un paese che forse non sapremmo individuare sulla carta geografica e che pure ha un terribile valore di fotografia storica degli orrori umani.

La Cambogia all’inizio degli anni Settanta diviene centrale nello scacchiere indocinese quando gli Stati Uniti, per coprire la fuga dal disastro vietnamita, dapprima ne rovesciano il governo e poi ne bombardano cospicue zone per sostenere il proprio governo “fantoccio”. Nel 1975 gli americani abbandonano precipitosamente il Paese che viene conquistato dai Khmer rossi, rivoluzionari comunisti appoggiati dalla Cina. Il loro leader Pol Pot dà inizio a un allucinante esperimento di “ingegneria sociale”: sterminano vecchi, intellettuali, svuotano le città. Provano a costruire “l’uomo nuovo”, a realizzare un comunismo perfetto, ma riescono solo a causare un genocidio di proporzioni inimmaginabili: in poco più di tre anni due milioni di morti, un terzo della popolazione del Paese, tra assassinati e morti per fame e stenti.

Nel 1979 la Cambogia viene invasa dai vietnamiti ed inizia un nuovo periodo di guerra civile che arriva quasi fino ai giorni nostri. Prima, durante e dopo la parentesi dei Khmer rossi il tessuto sociale ed economico della Cambogia viene distrutto. Per le grandi potenze (Stati Uniti, Unione Sovietica e Cina) è uno dei tanti terreni di “guerra per procura”, come la chiama Terzani. Basti pensare che gli stessi Khmer rossi vengono dapprima bombardati dagli Stati Uniti, poi sostenuti dagli stessi per combattere i vietnamiti, infine ammessi al consesso internazionale come “eccellenti” controparte nelle trattative. Ad oggi nessuno, in Patria o altrove, è stato condannato per l’”autogenocidio” cambogiano.

Questo per dare l’idea dell’importanza del racconto della recente storia Cambogiana, sulla quale è illuminante anche il film “The killing field - Urla del silenzio” (1984) di Roland Joffè. Tornando al libro diciamo che ancora una volta Terzani stupisce per la sua narrativa appassionante e appassionata. Non sono solo le parole di un reporter distaccato. Nelle sue interviste al leader dei Khmer rossi o al re Sihanouk emerge una rabbia molto poco anglosassone (ed è la ragione per cui la grande parte di questi articoli non sono destinati allo Spiegel ma a giornali italiani). Così come nella graduale presa di coscienza che gli “attesi” Khmer rossi sono dei folli sanguinari leggiamo una forza umana ancor prima che professionale.

“Fantasmi” è quindi l’occasione, come sottolinea Angela nello scritto introduttivo, per assistere all’evoluzione interiore di Tiziano Terzani. Dal giornalista affamato di fatti dei primi tempi, che si dispera perchè il giorno della presa di potere dei Khmer rossi si trovava a Bangkok (”Io, che avevo seguito quella storia da tanto tempo…”). All’uomo che nel 1995 porta i suoi figli ad Angkor, l’antica capitale cambogiana, affinchè possano trarre dal silenzio dei templi affondati nella giungla e dalle urla della storia di questo paese qualche insegnamento più universale sull’uomo, sulla sua incapacità di vivere in pace.

Le righe del cuscino: «Nei bassorilievi era così. Accanto alle scene di spaventosa sofferenza c’erano quelle di grande serenità; accanto ai terrorizzanti torturatori c’erano ballerine dai corpi sinuosi. Orge di dolore ed orge di felicità, il tutto sotto gli immensi sorrisi di pietra, sotto gli occhi socchiusi di quelle misteriose facce nella giungla. Non avevo dubbi: il messaggio di Angkor restava quello che era stato per secoli. Sull’architrave di una porta, una mano antica aveva scalpellato una scritta: “Il saggio sa che la vita non è che una fiammella scossa da un vento violento”»

Le copertine del letto:  quattro copertine

Genere: narrativa, saggio

Pubblicato in 4 copertine, narrativa, saggio |

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