Tutto per una ragazza - di Nick Hornby
chiagia
Bentornato Nick! Dopo “Non buttiamoci giù”, che in verità non mi aveva entusiasmato, ritorna l’inglese più amato dai lettori italiani con “Tutto per una ragazza”. E siamo di nuovo nel pieno dello stile hornbiano, con uno straordinario personaggio che non è altro che il fratellino dei protagonisti di “Febbre a 90°”, “Alta fedeltà”, “Un Ragazzo”.
Sam Jones ha infatti in comune con i suddetti una specie di disturbo cronologico che li fa sentire sempre troppo piccoli rispetto all’età che la loro carta di identità vorrebbe accreditargli. E in continua fuga da una realtà che chiede pretende da loro impegni e responsabilità per i quali si sentono evidentemente inadeguati.
Sam, ad esempio, ha sedici anni ma quando gli capita di mettere incinta la sua fidanzatina Alicia il mondo pretenderebbe che ne avesse il doppio. E lui, al contrario, non se ne sente più di otto-nove e architetta stratagemmi infantili per negare la realtà che gli è capitata tra capo e collo. Anche perché questa del diventare genitori a sedici anni non è una novità visto che già è capitata a sua mamma e a suo nonno.
Ad aggravare la storia c’è poi la faccenda di Tony Hawk. Sam è uno skater (lui non dice skateboarder perché non fa figo) e il suo mito è appunto Tony Hawk (peraltro personaggio reale). Con il suo poster, appeso in camera, Sam colloquia e raccoglie le pillole di filosofia che lo aiutano a sbrigare la quotidianità. Ma, lo capite bene, di fronte alla sua incipiente paternità persino TH ha qualche difficoltà ad aiutarlo…
Hornby costruisce attorno a Sam un delizioso romanzo, velocissimo come un trick di skate. Si vivono le angosce esistenziali di Sam ma senza la claustrofobia che c’era, per esempio, in “Come diventare buoni”.
Colpo di genio l’idea dei due “sogni di futuro”, che TH regala a Sam per abituarlo a quello che lo aspetta. Sottotono il personaggio di Alicia, mentre è molto bello il rapporto tra Sam e sua madre.
Le righe del cuscino: “Mia mamma non disse niente. Si limitò a guardarmi, e mi guardò a lungo, dopodichè la sua faccia si trasformò in un foglio accartocciato. C’erano pieghe, rughe e solchi dappertutto, in posti dove di solito non c’era mai stato niente. Sapete, no, quanto è facile capire che un foglio è stato accartocciato, per quanto ci sia sforzati di spianarlo? Ecco, quando fece quella faccia, capii che i segni non sarebbero mai andati via, per quanto lei potesse essere di nuovo felice. E poi quei versi tremendi. Se mai venisse a sapere della mia morte, io non potrei vederla, ma immagino che i versi sarebbero gli stessi”
Le copertine del letto: quattro copertine corte
Genere: narrativa, humor

Pubblicato in 4 copertine corte, narrativa, humor |
Luglio 20th, 2008 alle 11:54
Finito! Molto molto carino, si legge in un lampo, diverte e appassiona. Nick Hornby è ormai una garanzia. Concordo con Chiagia sul rapporto di Sam con la mamma. Alicia passa da splendida a insulsa nel giro di due pagine, e poi di nuovo a splendida. Ottimamente rese le angoscie di un sedicenne alle prese con la paternità, un mix di pessimismo e ingenuità fantastico. Per me 4 corte.