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Letti da rifare

quattro chiacchiere tra pagine e coperte

Absurdistan - di Gary Shteyngart

Aprile 14th, 2008 by chiagia

Misa Vainberg è un ragazzone ebreo-russo di 150 chili. L’Amato Babbo, numero 1238 nella lista degli uomini più ricchi del Paese grazie ai suoi traffici equivoci, lo ha mandato a studiare in America. Lì ha trovato l’amore nella coatta Rouenna e ha scoperto il suo istinto di rapper. Ma le favole finiscono e un giorno l’Amato Babbo, forse per troppo amore, lo richiama in Russia. E, forse ancora per troppo amore, finisce per ammazzare un americano impedendogli di fatto ogni possibilità di tornare in America.

Quando l’Amato Babbo viene fatto esplodere da un rivale in affari, si apre per Misa una nuova possibilità: acquistare un falso passaporto belga e divenire così, finalmente, un occidentale. Ma per averlo dovrà recarsi nello strano Abdurdisvani (per gli abitanti Absurdistan), “la Norvegia del Caspio”, ex Repubblica sovietica retta in modo dispotico e dilaniata dallo Scisma del Poggiapiedi che divide l’etnia Svani da quella Sevo…

Mi rendo conto che qualsiasi tentativo di recensione rischia di portare fuori strada il lettore. Diciamo, per fare chiarezza, che la caratteristica fondamentale di questo libro è l’ironia yiddish che pervade ogni pagina, cattivissima e irresistibile. I caratteri sono esasperati: l’irraggiungibile sogno americano, l’aberrazione della Russia dei nuovi ricchi tra alcool, criminalità e prostituzione, ristoranti sul mare e piattaforme petrolifere.

Anche il piccolo Absurdistan, a suo modo, tenta di diventare americano offrendo il suo territorio alle compagnie di estrazione, fino al paradosso (?) di simulare una guerra civile pur di ottenere l’intervento taumaturgico degli Stati Uniti. Purtroppo il suo Karma negativo fa sì che tutto ciò accada nell’estate del 2001, con il mondo distratto dal G8 di Genova e poi da quello che accadrà a New York…

Ecco, se vogliamo trovare una pecca a questo libro sta proprio nella svolta sociopolitica che l’autore imprime a un certo punto della storia. Il romanzo diventa a quel punto, volutamente, triste e realistico pur nell’assurdità delle situazioni raccontate. Personalmente questa parte, ed in particolare il finale, mi sono piaciuti di meno.

Quindi facciamo tre copertine, che avrebbero potuto essere quattro.

PS. Shteyngart fa moltissimi riferimenti all’Italia e anche nei ringraziamenti parla di un suo soggiorno italiano. Ecco, diciamo che mi piace immaginare che il racconto - fantastico - del dualismo Svani-Sevo abbia qualche credito verso il mondo di Stefano Benni.

Le righe del cuscino: Ogni volta che un absurdo sa che Misa è ebreo usa la formula rituale “Ogni ebreo è nostro amico. Nel mio pozzo c’è acqua per te se ne vorrai. Mia madre è tua madre e mia sorella può essere tua moglie”. Salvo poi aggiungere “Senti, visto che mia madre è tua madre potresti prestarmi dei soldi? Ha avuto un’operazione di recente”

Le copertine del letto:  tre copertine

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Genere: humor

Pubblicato in 3 copertine, humor |

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