Mille anni che sto qui - di Mariolina Venezia
la barrocciaia
E per me, sia chiaro, ci puoi anche restare. Grottole (Matera e dintorni). E’ la storia della famiglia di Gioia, raccontata dagli anni dell’Unità d’Italia fino al’68 e ai giorni nostri. Capostipite della famiglia è Don Francesco, benestante possidente terriero dal carattere ombroso e schivo, che, nel periodo del brigantaggio, nasconde tutti i suoi avere in barili che fa murare tra le pareti di casa, ma morirà senza poter riferire i nascondigli. Di padre in figlia e poi ancora, si arriva all’irrequieta Gioia, invischiata nel mondo sessantottino delle comune e del terrorismo.
Le copertine del letto:
con rimpianto
A me le saghe familiari - in origine fu “Cento anni di solitudine” - hanno sempre appassionato. Questa all’inizio era affascinante, belle le atmosfere, interessanti le riscostruzioni, senz’altro bella la storia (sia quella di Don Francesco, che di Albina, e di Lucrezia - con l’uccisione della scrofa). Le ultime 80 pagine assolutamente non all’altezza, finale sconclusionato, tirato via, incompiuto e nemmeno tanto chiaro. Peccato.
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