Mille splendidi soli - di Khaled Hosseini
la barrocciaia
Mariam, 15 anni, è una harami, una figlia illegittima. Vive con la madre in una kolba di legno, sulle colline intorno alla città di Herat, e ogni giovedì attende con ansia la visita del padre, che abita in città con le sue tre mogli e i dieci figli legittimi. Quando Mariam cerca di stabilire col padre un contatto che vada oltre la visita del giovedì, le mogli lo convincono ad allontanarla: Mariam va allora in sposa a un calzolaio di Kabul, Rashid, più vecchio di lei di una trentina di anni. Inizia così una vita nuova, in una città sconosciuta che lei impara a conoscere attraverso le fessure del burqua. All’inizio il rapporto con Rashid sembra sereno, ma una serie di sfortunati aborti spontanei lo porteranno alla rottura: Rahid inzia a disprezzare la moglie, e a picchiarla. Qualche anno dopo nella loro vita irrimpe Laila, figlia adolescente di vicini di casa morti durante gli attacchi alla città: i destini di Mariam e Laila finiranno con l’intrecciarsi in modo imprevisto, e questo cambierà il corso delle loro vite e di quelli a loro vicini.
Le copertine del letto: 
Dopo “Il cacciatore di aquiloni”, Hosseini torna a parlare dell’Afghanistan, e lo fa con lo stesso tono lieve e doloroso che aveva riservato alle vicende del piccolo Amir. Triste, tristissima, ma anche piena di amore e di speranza, questa storia tutta al femminile appassiona e conquista.
Hosseini ormai cavalca l’onda del successo del libro precedente, ma non per questo l’impegno risulta minore, o i personaggi tirati via. Forse ora c’è un pò di snobismo su questo autore, capita spesso quando si vende molto, ma sinceramente a me il libro è piaciuto, forse meno de “Il cacciatore di aquiloni”, in ogni caso per me è assolutamente meritevole.
Le righe sul cuscino: parte di quella poesia su Kabul, da cui il libro prende il titolo
Non si possono contare le lune sui suoi tetti
nè i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri
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Pubblicato in 3 copertine, narrativa |
Gennaio 28th, 2008 alle 13:07
rileggendo.. mi viene il dubbio di essere stata troppo di braccino corto
Gennaio 29th, 2008 alle 08:16
sto finendo di leggerlo, mi sta appassionando, molto, troppo. appena finito ti darò le mie impressioni. per ora, sì, 3 copertine mi sembrano poche
Gennaio 29th, 2008 alle 10:30
Mi accorgo di soffrire di razzismo letterario. Credo che non riuscirò mai a sfogliare nulla che provenga dalle latitudini di Hosseini. Me ne dolgo, ma è così.
Gennaio 29th, 2008 alle 10:41
o questa?
Gennaio 29th, 2008 alle 11:45
Purtroppo è vero. E’ qualcosa di paragonabile a un’allergia. Appena tocco lo scritto di un autore mediorientale mi si gonfiano le ghiandole (alcune piu’di altre, invero). Tutto cominciò col Profeta di Gibran.
Gennaio 29th, 2008 alle 13:09
Capisco, visto l’incipit. Ma ritenta, sarai più fortunato.
Gennaio 31st, 2008 alle 08:49
L’ho finito di leggere, e non nascondo le lacrime versate. Tutto il dramma femminile che, ahimè, non è pura invenzione, mi ha profondamente toccata. Quello che più mi ha lasciato l’autore, come già con Il cacciatore di aquiloni, è un insieme di profumi e di odori, che non avevo più ritrovato dal tempo in cui mi ero immersa nelle letture di I. Allende. Rispetto alla Allende, mancano però i colori, perchè ho la sensazione di aver letto, da un certo punto in poi, con il burka di Mariam. L’unica nota stonata è secondo me xxxxxxxxxxxx….ma forse sono influenzata da vicende personali…
Gennaio 31st, 2008 alle 11:53
scusami 1000eunanotte, ho cancellato la parte finale del tuo commento perchè rivela il finale del libro…
Febbraio 1st, 2008 alle 09:47
ops…scusa…hai fatto benissimo!
Febbraio 8th, 2008 alle 12:50
Come ne “Il cacciatore di aquiloni”, l’autore è stato bravissimo a catturare l’attenzione e lo spirito e a trasportarmi “fisicamente” nella vicenda. Condivido l’impressione di altri lettori: il primo mi ha dato una sensazione di “apertura” verso la conclusione della storia, di speranza per il futuro e fa pensare che tutti gli obbrobri patiti possano almeno portare al miglioramento della condizione umana…
In questo “Mille splendidi soli”, invece, ho avuta una sensazione claustrofobica, di un luogo buio e chiuso senza via di uscita, di disperazione, che anche le ultime vicende della storia comunque non dissipano.
In diverse parti mi ha commosso profondamente; non so come lo sentano le donne, ma come uomo mi ha profondamente colpito lo stupido maschilismo della società e la segregazione sia fisica, ma soprattutto morale, nella quale le donne vengono relegate.
Per le sensazioni, le vibrazioni e il coinvolgimento che riesce a trasmettere ritengo che meriti - almeno - quattro copertine.
Febbraio 8th, 2008 alle 20:47
Se vi va qui
http://www.irpiniaviva.it/articleRead.asp?artId=42
c’è la “recensione” che ho scritto per una rivista on line e cartacea che si pubblica dalle mie parti. Sostanzialmente sono d’accordo con i vostri commenti e credo anch’io che quattro copertine fossero più adeguate.
Febbraio 12th, 2008 alle 12:40
rispondo a fabzten: è vero, il senso di claustrofobia è forte, e il buio che avvolge ogni avvenimanto è veramente pesante. non a caso ho sentito profumi e odori, ma non i colori
Aprile 4th, 2008 alle 08:10
Ho letto questo libro carico dei pregiudizi che mi portavo dietro dalla lettura del Cacciatore di Aquiloni, che avevo trovato troppo semplicistico specie nella parte “americana” del libro.
Per fortuna il battage pubblicitario attorno all’uscita del film tratto dal primo libro mi ha fatto venire voglia di leggere Mille splendidi soli. Per fortuna, perchè è davvero un libro bellissimo e sarebbe stato un peccato perderselo.
Mariam è una bambina ripudiata dal padre nella Kabul degli anni settanta. Il suo destino di harami la condurrà a uno squallido matrimonio combinato e a una vita che sembra foriera solo di delusioni. Almeno fino al giorno in cui il suo destino si incrocia con quello di Laila, che ha perso i genitori in un bombardamento e viene ospitata nella sua casa. Mariam odierà Laila per la sua intrusione nella sua casa. Poi imparerà ad amarla fino a farne la sua principale ragione di vita.
Mille splendidi soli ripropone l’ambientazione del precedente romanzo: il tormentato Afghanistan sul cui terreno insanguinato si succedono invasioni, guerre, devastazioni. Ma il vero protagonista del libro è il ruolo della donna nel mondo arabo, tra le vessazioni tradizionali (matrimoni combinati, violenza in famiglia) e le regole della sharia (divieto di lavorare, obbligo del burqa), sclerotizzate dalla presa di potere dei talebani.
Paradossalmente ci vorrà un’altra guerra, ci vorranno altri morti per portare uno squarcio di luce in questo romanzo, che per 400 pagine appare buio, soffocante, doloroso. Emozionante e indimenticabile.
4 corte per me.