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Letti da rifare

quattro chiacchiere tra pagine e coperte

Mille splendidi soli - di Khaled Hosseini

Gennaio 28th, 2008 by la barrocciaia

Mariam, 15 anni, è una harami, una figlia illegittima. Vive con la madre in una kolba di legno, sulle colline intorno alla città di Herat, e ogni giovedì attende con ansia la visita del padre, che abita in città con le sue tre mogli e i dieci figli legittimi. Quando Mariam cerca di stabilire col padre un contatto che vada oltre la visita del giovedì, le mogli lo convincono ad allontanarla: Mariam va allora in sposa a un calzolaio di Kabul, Rashid, più vecchio di lei di una trentina di anni. Inizia così una vita nuova, in una città sconosciuta che lei impara a conoscere attraverso le fessure del burqua. All’inizio il rapporto con Rashid sembra sereno, ma una serie di sfortunati aborti spontanei lo porteranno alla rottura: Rahid inzia a disprezzare la moglie, e a picchiarla. Qualche anno dopo nella loro vita irrimpe Laila, figlia adolescente di vicini di casa morti durante gli attacchi alla città: i destini di Mariam e Laila finiranno con l’intrecciarsi in modo imprevisto, e questo cambierà il corso delle loro vite e di quelli a loro vicini.

Le copertine del letto:

Dopo “Il cacciatore di aquiloni”, Hosseini torna a parlare dell’Afghanistan, e lo fa con lo stesso tono lieve e doloroso che aveva riservato alle vicende del piccolo Amir. Triste, tristissima, ma anche piena di amore e di speranza, questa storia tutta al femminile appassiona e conquista.

Hosseini ormai cavalca l’onda del successo del libro precedente, ma non per questo l’impegno risulta minore, o i personaggi tirati via. Forse ora c’è un pò di snobismo su questo autore, capita spesso quando si vende molto, ma sinceramente a me il libro è piaciuto, forse meno de “Il cacciatore di aquiloni”, in ogni caso per me è assolutamente meritevole.

Le righe sul cuscino: parte di quella poesia su Kabul, da cui il libro prende il titolo

Non si possono contare le lune sui suoi tetti
nè i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri

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Pubblicato in 3 copertine, narrativa |

13 Commenti

  1. la barrocciaia Dice:

    rileggendo.. mi viene il dubbio di essere stata troppo di braccino corto

  2. 1000euna notte Dice:

    sto finendo di leggerlo, mi sta appassionando, molto, troppo. appena finito ti darò le mie impressioni. per ora, sì, 3 copertine mi sembrano poche

  3. Rebus Dice:

    Mi accorgo di soffrire di razzismo letterario. Credo che non riuscirò mai a sfogliare nulla che provenga dalle latitudini di Hosseini. Me ne dolgo, ma è così.

  4. la barrocciaia Dice:

    o questa?

  5. Rebus Dice:

    Purtroppo è vero. E’ qualcosa di paragonabile a un’allergia. Appena tocco lo scritto di un autore mediorientale mi si gonfiano le ghiandole (alcune piu’di altre, invero). Tutto cominciò col Profeta di Gibran.

  6. la barrocciaia Dice:

    Capisco, visto l’incipit. Ma ritenta, sarai più fortunato.

  7. 1000eunanotte Dice:

    L’ho finito di leggere, e non nascondo le lacrime versate. Tutto il dramma femminile che, ahimè, non è pura invenzione, mi ha profondamente toccata. Quello che più mi ha lasciato l’autore, come già con Il cacciatore di aquiloni, è un insieme di profumi e di odori, che non avevo più ritrovato dal tempo in cui mi ero immersa nelle letture di I. Allende. Rispetto alla Allende, mancano però i colori, perchè ho la sensazione di aver letto, da un certo punto in poi, con il burka di Mariam. L’unica nota stonata è secondo me xxxxxxxxxxxx….ma forse sono influenzata da vicende personali…

  8. la barrocciaia Dice:

    scusami 1000eunanotte, ho cancellato la parte finale del tuo commento perchè rivela il finale del libro…

  9. 1000eunanotte Dice:

    ops…scusa…hai fatto benissimo!

  10. fabtzen Dice:

    Come ne “Il cacciatore di aquiloni”, l’autore è stato bravissimo a catturare l’attenzione e lo spirito e a trasportarmi “fisicamente” nella vicenda. Condivido l’impressione di altri lettori: il primo mi ha dato una sensazione di “apertura” verso la conclusione della storia, di speranza per il futuro e fa pensare che tutti gli obbrobri patiti possano almeno portare al miglioramento della condizione umana…

    In questo “Mille splendidi soli”, invece, ho avuta una sensazione claustrofobica, di un luogo buio e chiuso senza via di uscita, di disperazione, che anche le ultime vicende della storia comunque non dissipano.

    In diverse parti mi ha commosso profondamente; non so come lo sentano le donne, ma come uomo mi ha profondamente colpito lo stupido maschilismo della società e la segregazione sia fisica, ma soprattutto morale, nella quale le donne vengono relegate.

    Per le sensazioni, le vibrazioni e il coinvolgimento che riesce a trasmettere ritengo che meriti - almeno - quattro copertine.

  11. gaelia Dice:

    Se vi va qui

    http://www.irpiniaviva.it/articleRead.asp?artId=42

    c’è la “recensione” che ho scritto per una rivista on line e cartacea che si pubblica dalle mie parti. Sostanzialmente sono d’accordo con i vostri commenti e credo anch’io che quattro copertine fossero più adeguate.

  12. 1000eunanotte Dice:

    rispondo a fabzten: è vero, il senso di claustrofobia è forte, e il buio che avvolge ogni avvenimanto è veramente pesante. non a caso ho sentito profumi e odori, ma non i colori

  13. chiagia Dice:

    Ho letto questo libro carico dei pregiudizi che mi portavo dietro dalla lettura del Cacciatore di Aquiloni, che avevo trovato troppo semplicistico specie nella parte “americana” del libro.
    Per fortuna il battage pubblicitario attorno all’uscita del film tratto dal primo libro mi ha fatto venire voglia di leggere Mille splendidi soli. Per fortuna, perchè è davvero un libro bellissimo e sarebbe stato un peccato perderselo.
    Mariam è una bambina ripudiata dal padre nella Kabul degli anni settanta. Il suo destino di harami la condurrà a uno squallido matrimonio combinato e a una vita che sembra foriera solo di delusioni. Almeno fino al giorno in cui il suo destino si incrocia con quello di Laila, che ha perso i genitori in un bombardamento e viene ospitata nella sua casa. Mariam odierà Laila per la sua intrusione nella sua casa. Poi imparerà ad amarla fino a farne la sua principale ragione di vita.
    Mille splendidi soli ripropone l’ambientazione del precedente romanzo: il tormentato Afghanistan sul cui terreno insanguinato si succedono invasioni, guerre, devastazioni. Ma il vero protagonista del libro è il ruolo della donna nel mondo arabo, tra le vessazioni tradizionali (matrimoni combinati, violenza in famiglia) e le regole della sharia (divieto di lavorare, obbligo del burqa), sclerotizzate dalla presa di potere dei talebani.
    Paradossalmente ci vorrà un’altra guerra, ci vorranno altri morti per portare uno squarcio di luce in questo romanzo, che per 400 pagine appare buio, soffocante, doloroso. Emozionante e indimenticabile.
    4 corte per me.

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