Cerca nel Blog:


Menu principale
Login | RSS |

Letti da rifare

quattro chiacchiere tra pagine e coperte

La grammatica di Dio (Storie di solitudine e allegria) - di Stefano Benni

Dicembre 18th, 2007 by chiagia

Una gallina che sogna un volo tranquillo. Un dittatore che sogna una guerra civile che spazzi via ogni dubbio sull’utilità della politica. Un folletto del camino che sbuca dalla canna fumaria a raccontarci di come sono cambiate le case e le persone negli ultimi decenni. Sono solo tre dei molti personaggi che popolano La grammatica di Dio, libro del ritorno di Stefano due anni dopo il non indimenticabile Margherita Dolcevita.

Questa volta lo scrittore bolognese si ripropone di accompagnarci in un viaggio attorno al mondo alla ricerca del segreto della tanta solitudine e poca allegria che lo popola. I solitari protagonisti dei racconti sono buonissimi o perfidi, romantici o spietati nel loro muoversi nell’ambiente che li ospita. In genere città repellenti alla solitudine come quelle in cui viviamo, talvolta luoghi immaginari non meno somiglianti a quelli che ci vedono protagonisti del quotidiano.

I racconti svariano sugli stili più diversi e il migliore risultato Benni lo ottiene quando fa il Benni (Dottor Zero,Orlando Furioso d’amore, Solitudine e rivoluzione del terzino Poldo) o quando lascia andare naturalmente le emozioni del suo personaggio (La strega, Boomerang, Frate Zitto). Purtroppo, come è inevitabile per una raccolta di racconti spesso brevissimi, in mezzo a vere e proprie perle si trovano pagine di scarso valore, quasi tirate via e il ritmo è spesso discontinuo.

Non entra nel podio dei miei Benni preferiti (Saltatempo, Il bar sotto il mare, La compagnia dei celestini). L’idea della solitudine come filo rosso del libro è interessante ma alla lunga rischia di sembrare una forzatura. Dell’allegria aspettiamo ancora notizie. In questo senso il libro si colloca nel filone dell’ultimo Benni (Achille, Margherita) a mio parere molto più amaro e pessimista rispetto alla sua produzione precedente.

Le copertine del letto:

Le righe del cuscino:

“Alice piange, ma così piano e così discretamente, e con la faccia tra le mani, che lui non se ne accorge e se va infastidito.
Lei apre gli occhi. E’ sola, sotto un arco di luci di Natale, un arcobaleno di stelle rosse, un volo di uccelli di Plutone. Esce che nevica e cammina in fretta. Ci sarà pure un posto per dormire, nel paese delle Meraviglie.” (Alice)

___________________________________________________________

Genere: humor, narrativa

Pubblicato in 3 copertine, narrativa, humor |

5 Commenti

  1. Rebus Dice:

    Alla faccia del genere humor!! :lol:

  2. chiagia Dice:

    benni è sempre humor, anche se amaro

  3. Torpedine Dice:

    ah, il bar sotto il mare e i celestini non sono tra i migliori di benni? andiamo bene.

  4. la barrocciaia Dice:

    mi sa che c’è stato un “misanderstending” ;-) certo che lo sono

  5. Torpedine Dice:

    Giusto, ho misunderstato, chiedo venia

Lascia un commento

Nota bene: La moderazione dei commenti è attiva e può ritardare il tuo commento. Non c'è bisogno di postarlo ancora.