Cerca nel Blog:


Menu principale
Login | RSS |

Letti da rifare

quattro chiacchiere tra pagine e coperte

Mondo senza fine - di Ken Follett

Dicembre 10th, 2007 by Rebus

Ne è passata di acqua sotto il ponte di Kingsbridge, ridente (quanto fantasiosa: non la si cerchi sugli atlanti) cittadina inglese, il cui duomo proietta maestosamente verso il cielo le proprie guglie dal dì che Jack completò l’opera del suo patrigno e maestro Tom. A circa un ventennio dai primi quarant’anni de “I pilastri della terra”, Ken Follett (giù il cappello, prego) torna a raccontare una storia altrettanto annosa che, prendendo le mosse dal giorno di Ognissanti del 1327, terminerà solo trentaquattro anni dopo, nel novembre dell’Anno Domini 1361 (e tante sono all’incirca le pagine del tomo).

Ordunque, oltre due secoli sono trascorsi dalle vicende di Tom, Ellen, Aliena e Jack, che fecero da contorno alla costruzione della cattedrale. L’ultimo citato è ormai tenuto per una figura mitica dagli abitanti del luogo, insuperato esempio di genialità ed abilità creativa. Il tempio da lui eretto è da tempo immemore il punto di riferimento per tutti loro, non solo in quanto fulcro del culto, ma anche di ospedale, dormitorio per i forestieri, cardine sui cui si impernia il comune vivere quotidiano; e centro di potere politico, giacché il potente priore che lo gestisce domina l’intera attività della cittadina, vassalla del priorato.

Bene e male tornano nuovamente a fronteggiarsi, incarnandosi nei personaggi della storia, che si apre con quattro bambini sui dieci anni, avventuratisi nella foresta adiacente alla città. Sono Caris, figlia di un mercante di lana, Merthin con il fratello Ralph, figli di un nobile decaduto discendente proprio del mitico costruttore Jack, e Gwenda, di famiglia poverissima, sempre costretta dal padre a compiere piccoli furti e ruberie.
Nella boscaglia assistono ad uno scontro tra due armigeri in uniforme e un cavaliere solitario: quest’ultimo ha la meglio, uccidendo i soldati con la complicità di Ralph, ma rimane gravemente ferito ad un braccio. Si presenta a Merthin come Sir Thomas Langley e chiede di aiutarlo a sotterrare una misteriosa lettera, della quale dovrà rivelare l’esistenza solo dopo la sua morte…

Sono questi i protagonisti del romanzo, che il lettore vedrà crescere e divenire adulti, per poi lasciarli sulla soglia della mezza età, in uno sperimentatissimo meccanismo di familiarizzazione finalizzato al maggior coinvolgimento emotivo possibile (tutto a beneficio del fruitore della storia).

Le copertine del letto:

Follett, come sempre, sa giocare benissimo con gli intrighi che egli stesso sa escogitare, calandoli nella realtà storica scelta come scenario dei suoi racconti: nello specifico, il basso medioevo, con lo sfondo della guerra dei Cent’anni e la lunga epidemia di peste che flagellò l’Europa tra il 1347 e il 1351 (e a cui il Nostro non resiste alla tentazione, tutta manzoniana, di affidare il compito di applicare un minimo sindacale di giustizia divina).

Nel teatro animato da piccoli/grandi eroismi e piccole/grandi meschinità, dai tremendi pregiudizi sociali contro le donne, dalle brutalità dell’epoca (seconda solo a quella dei nostri tempi), si assisterà alla faticosa ma caparbia vittoria dei “buoni”, in una lettura appassionante che, pur non arrivando ai livelli toccati dai “pilastri”, si è comunque rivelata la felice esperienza che auspicavo.

___________________________________________________________

Pubblicato in 4 copertine, narrativa |

7 Commenti

  1. chiagia Dice:

    wow
    pensavo che non l’avrei letto mai ma dopo questa recensione…

  2. letneo Dice:

    io l’ho comprato ieri
    sarà il mio libro delle vacanze

  3. Rebus Dice:

    Ti avviso: servono vacanze luuuunghe…

  4. fabtzen Dice:

    Tanto mi è piaciuto “Pilastri”, tanto mi ha deluso “Mondo”! E’ una brutta copia del primo, ridondante, talvolta assurdo, a tratti antistorico (è facile nel 21° secolo “inventare” soluzioni miracolose ambientandole nel 14° !!!),… insomma, spesso “anti”-tutto.
    Anche nel piglio narrativo, mi sembra che Follett sia un pò arrivato al capolinea!

  5. Rebus Dice:

    Uh, ma che cattivo. :(
    :-P

  6. letneo Dice:

    C’è voluto un supplemento di influenza per finire le quasi 1400 pagine della nuova fatica follettiana e, diciamo la verità, di queste 1400 almeno un migliaio sono inutili. Anni luce dai Pilastri della Terra, questo Mondo senza Fine è certamente ben scritto e strutturato, ma decisamente stirato ed allungato fino a renderlo quasi insopportabile.

    Le copertine del letto: (corte)

    Con 400 pagine si diceva tutto e ci si faceva più bella figura…

  7. la barrocciaia Dice:

    La bardassa, che qualcuno ricorderà come brillante autrice di vari letti, l’altro giorno in spiaggia così ha chiosato su questo libro: “c’è un errore grossolano nella traduzione, il titolo giusto è Due cogl** senza fine”.

Lascia un commento

Nota bene: La moderazione dei commenti è attiva e può ritardare il tuo commento. Non c'è bisogno di postarlo ancora.