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Letti da rifare

quattro chiacchiere tra pagine e coperte

Un giorno questo dolore ti sarà utile - di Peter Cameron

Ottobre 3rd, 2007 by letneo

Augias mi ha fregato, non dovrei dirlo, ma mi ha fregato lui e la sua recensione. Che tristezza, fregato da Augias… Vediamo un pò; la presentazione su ibs.it recita così: “James ha 18 anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d’arte della madre, dove non entra mai nessuno … per ingannare il tempo, e nella speranza di trovare un’alternativa all’università (”Ho passato tutta la vita con i miei coetanei e non mi piacciono granché”), James cerca in rete una casa nel Midwest dove coltivare in pace le sue attività preferite - la lettura e la solitudine -, ma per sua fortuna gli incauti agenti immobiliari gli riveleranno alcuni allarmanti inconvenienti della vita di provincia. Finché un giorno James entra in una chat di cuori solitari e, sotto falso nome, propone a John, il gestore della galleria che ne è un utente compulsivo, un appuntamento al buio…”

Le copertine del letto: (corte)

Ecco, il problema è che così come nella presentazione di ibs.it il virgolettato sembra un inizio, quei puntini alla fine invogliano, cosa succederà poi, come si evolverà la storia? Niente, in nessun modo, la storia non evolve, non è un inizio, è il riassunto dell’intero libro: un adolescente in crisi (forse omosessuale e forse no), non vuole fare l’università, lavoricchia nella galleria della madre, odia i suoi coetanei, va in psicanalisi, fa uno scherzo stronzo ad un tizio che reputa l’unico suo amico (non si sa su quali basi) e ama solo sua nonna con cui parla del più e del meno. La storia inizia all’improvviso e finisce allo stesso modo ed in mezzo, niente.
Mi si dirà che è il suo stile, che racconta una New York in bilico, una età in bilico, un momento di passaggio, una società un pò a pezzi, forse vorrebbe, probabilmente ci riesce anche, ma a me non racconta nulla, scrive benissimo, trova dialoghi brillanti ed anche divertenti, ma poi, una volta finito, lo chiudi e lo dimentichi. Non è il mio genere. Sono più semplice.

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genere: narrativa stanca

Pubblicato in 3 copertine corte, narrativa |

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