Nero come il cuore - di Giancarlo De Cataldo
letneo
Valentino Bruio è un avvocato onesto, corretto ed irreprensibile, un moderno paladino, inevitabilmente sfigato. L’Ordine lo vuole cacciare, lui non ha l’ombra di un cliente e caccia l’unico che aveva trovato (!), un povero immigrato che gli dice subito che tanto lui non gli crederà e piange calde lacrime senza spiegare perchè l’ha cercato (!).
Ora, già l’inizio doveva insospettirmi, direte voi, ma se aggiungete a questo che stò sfigato, povero in canna è davvero un buono come non si vedevano da tempo, che nonostante non ne abbia nessuna voglia continua ad indagare, che ineluttabilmente si fa una strafigona ricca e profumata, che trova nella polizia il poliziotto cattivo e violento (ovviamente un idiota) e quello intelligente, moderno e buono (ovviamente bravissimo), che tutto si svolge in una Roma dell’immigrazione costruita per combattere i pregiudizi (l’unico immigrato cattivo si uccide per il rimorso) e che alla fine il nostro, pur risolvendo il caso, non potrà fare nulla contro i colpevoli troppo ricchi, potenti ed ammanicati, allora avrete capito che no, non vale la pena.
Le copertine del letto:
(coooooorte che potrebbe essere anche una copertina sola)
Non è scritto male, ma è di una banalità sconfortante, trama che si capisce dal titolo, personaggi stereotipati fino al ridicolo e poche, poche idee. Non si può vivere di rendita su “Romanzo criminale”…
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genere: noir? grigio
Pubblicato in 2 copertine corte, noir |
Ottobre 4th, 2007 alle 07:23
mi sa che l’aveva scritto prima… meglio (anche se non eccellente) il seguito di romanzo criminale
Ottobre 4th, 2007 alle 08:31
sì l’ha scritto prima, ma è stato pubblicato sull’onda di romanzo criminale