Q - di Luther Blissett
la barrocciaia
Nei primi anni del 1500 i principi tedeschi sono assediati da rivolte contadine nate dalla riforma protestante di Lutero e fomentate dal predicatore Thomas Muntzer al grido di “omnia sunt communia“, tutte le cose sono di tutti. Il protagonista, di cui in effetti non saprei dire il nome perchè ne cambia una dozzina durante la storia, combatte nella guerra dei contadini a fianco di Muntzer, fino alla disfatta, a Frankenhausen nel 1525. Sopravvissuto, parteciperà alla ribellione di Munster, poi alla truffa di Anversa e infine lo troveremo a Venezia. In tutte le situazioni in cui si trova coinvolto, in ogni guerra, in ogni tentativo di ricominciare da capo, il protagonista si trova davanti lo stesso nemico che già fu causa della disfatta di Frankenhausen, ossia Q., Qoelet, una spia a servizio del potente cardinale cattolico Giovanni Pietro Carafa.
Le copertine del letto:
(corte)
Il libro non parte benissimo. La lettura non è agevole, continui salti avanti e indietro nella narrazione, nomi tedeschi che dopo un pò sembrano tutti uguali. Dopo 100 pagine però la storia prende un suo ritmo, la trama si fa sempre più affascinante, prende corpo una spy story portentosa che ci accompagna fino all’ultima pagina. Bellissimo.
Due note:
- Lo scrittore non esiste, è uno pseudonimo che cela più autori. A volte questa scrittura a più mani si intravede, a volte no. Il protagonista cambia, perchè cambiano le persone che scrivono di lui, o perchè comunque passano gli anni? Lo stile è effettivamente diverso in più parti del libro (si passa dal turpiloquio a una narrazione molto più aulica e forse noiosa, poi di nuovo al turpiloquio), ma tendenzialmente moderno, con furbi accorgimenti per tenere il lettore attaccato al libro (capitoli brevi, flash back).
- Tutte le cose descritte sono successe davvero. E’ esistito Muntzer, la battaglia di Frankenhausen, tutto.
Le righe del cuscino: Non rinnegare mai a te stesso ciò per cui hai combattuto, Peter. La sconfitta non rende ingiusta una causa.
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Genere: romanzo storico e non solo
Pubblicato in 5 copertine corte, narrativa |
Agosto 27th, 2007 alle 11:50
accipicchia 5 copertine corte?!
mi hai quasi incuriosito.
a proposito di luther blissett io avevo capito che era un nome collettivo nel senso che chiunque se ne poteva “appropriare” e pubblicare uno scritto con quel nome, non avevo mica capito che sono opere a più mani
Agosto 27th, 2007 alle 14:13
Qui trovi tutte le spiegazioni del “collettivo”.
http://www.wumingfoundation.com/
Ah! Il libro è (come tutti quelli del gruppo - poi in seguito chiamatosi Wu Ming) integralmente scaricabile dal sito.
Agosto 27th, 2007 alle 16:21
Ecco un altro capolavoro, meritevole delle 5 copertine. I Wu Ming (all’epoca in 4 e col nome Luther Blisset) usano il passato per raccontare il presente. Con il loro punto di vista dichiaratamente parziale ci fanno capire come le contraddizioni odierne (l’incapacità dei popoli di reggere al potere, all’origine della delusione comunista, l’ingerenza della Chiesa, l’emergere degli egoismo) abbiano radici ben radicate nei secoli. La genialità del collettivo (come poi in Manituana) sta nel costruire accurate trame di fantasia usando episodi veri, personaggi realmente esistiti, e il tutto con un linguaggio (un registro di scrittura, dicono loro) moderno. I dialoghi delle osterie di Munster sono gli stessi di un pub di Bologna di oggi, i massacri di Frankenhausen sono parenti stretti di quelli di Falluja. Il protagonista, che per la maggior parte delle pagine è Gert dal Pozzo, non è un buono nè sta sempre dalla parte giusta. Semplicemente cerca di capire, di galleggiare sulle onde della storia evitando di accettare quella soluzione troppo facile che qualcuno cerca di imporre. Il Medioevo europeo, tempo di massacri preventivi, ha il suo grande romanzo in Q.
Agosto 29th, 2007 alle 07:12
In effetti, è già passato qualche anno, da quando l’ho letto per la seconda volta. E’ ora di ipotizzarne una terza.
Novembre 5th, 2007 alle 17:25
…Cosa c’è di sbagliato in me?!
Ho letto 54 (Wu Ming) e l’ho adorato, ma Q proprio… Non lo so… Non è che non mi piaccia… Prese una per una le pagine si leggono anche bene… Però, ho la sensazione di girare in cerchio, mi sembra di non andare da nessuna parte e, così, non riesco a procedere oltre pagina 143!
Novembre 6th, 2007 alle 13:37
A pag.153 praticamente sei ancora nel prologo, continua.