La pioggia prima che cada - di Jonathan Coe
chiagia
Ebbene anche questa volta sono parziale. Di Jonathan Coe ho adorato quasi ogni riga scritta, dal capolavoro “La famiglia Winshaw” alla saga dei Brocchi. Persino i primi due libri, che di solito non piacciono ai suoi fan. Mi piace la sua capacità di costruire trame intrecciate senza mai essere macchinoso, senza mai perdere la capacità di emozionare che, come noto, per me rappresenta la caratteristica numero uno di un buon libro.
Ed eccoci a questo “La pioggia prima che cada” che nasce sotto i peggiori auspici. Perchè già dalle anticipazioni appare chiaro - e ammesso dallo stesso Coe - che si tratta di un libro diverso dagli altri. Si dice che è una storia molto intima, che non si appoggia sul consueto fondale sociale, storico, politico. Si dice che parla di donne, che è un libro dall’essenza molto femminile.
Mi dico che alla peggio sarà una fregatura tipo “Brucia Troia”, mi butto nella storia e - sorpresa - quando rialzo la testa siamo già all’ultima pagina. Che, come consuetudine dei libri di Coe, lascia una paurosa nostalgia dei personaggi. Insomma, come avrete capito Jonathan non ha tradito neanche questa volta.
Le copertine del letto:
(corte)
“La pioggia prima che cada” è un racconto su tre livelli. Ci sono le foto di tutta una vita, che Zia Rosamond descrive alla cieca Imogen, finita chissà dove. Ci sono le audiocassette nelle quali questo racconto viene registrato nelle ultime ore di vita da Zia Rosamond e che ascolterà sua nipote Gill con le sue figlie. Ci sono le pagine di Coe che legano queste storie, intrecciando la storia di questa donna con quella delle donne che le hanno via via preso e reso pezzi di cuore.
La struttura del “racconto per foto” rende la lettura molto scorrevole anche se di tanto in tanto fa perdere qualche approfondimento che avrebbe reso meglio la drammaticità dei passaggi chiave. Questa è la maggior pecca del racconto, a cui si aggiunge una eccessiva stereotipizzazione di alcuni personaggi (Rebecca, Ivy).
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Genere: narrativa
Pubblicato in 4 copertine corte, narrativa |
Settembre 16th, 2007 alle 12:32
Ho finito da poco di leggere il libro ” la pioggia prima che cada” e devo dire che sono rimasta entusiasta. Una storia bellissima che ti colpisce il cuore, con un finale da far strappare una lacrima….complimenti….
Settembre 18th, 2007 alle 10:09
l’ho finito.. era iniziato un po’ in sordina, ma una volta preso il via ho dovuto finirlo in poche ore di treno.
le storie ed i personaggi scivolano veloci e ti rimangono dentro, i fatti ed i sentimenti vengono descritti nella loro semplice complessità.
Mi sono riconciliata con Coe, dopo l’indigestissima Famiglia Winshaw ed una Banda di Brocchi sgominata e riposta in libreria dopo poche pagine…
Gennaio 10th, 2008 alle 09:46
Anche io all’inizio ho storto la bocca, quando ho capito che lo stile della narrazione sarebbe stato la descrizione di una sequenza di foto. Ho immaginato un libro lento e noioso. Invece no, si legge al volo, la storia prende tantissimo. Concordo con Chiagia sul fatto che alcuni personaggi sono eccessivamente stereotipati, anche la ciclicità degli eventi è un filo troppo prevedibile.
Gennaio 15th, 2008 alle 08:08
microsphera puo’ andare da frizzi e dire “sì, sono io quella che ha trovato indigesta la famiglia winshaw”
io l’ho adorato!!!!!
Gennaio 16th, 2008 alle 11:34
e sì che in tempi lontani, caro chiagia, avevamo gusti comuni
Gennaio 16th, 2008 alle 16:34
li abbiamo ancora, spero
winshaw a parte