La briscola in cinque - di Marco Malvaldi
letneo
A Pineta (Tirrenia?), viene ritrovato il cadavere di una diciottenne abbandonato in un cassonetto. Co-protagonista involontario del ritrovamento è Massimo, titolare del Bar Lume, che, apparentemente controvoglia, finisce per indagare da professionista consumato sulla faccenda.
Gli fanno spalla, con funzioni di coro greco, quattro simpatici vecchietti che, stazionando nel suo bar giocando a carte e leggendo (e commentando!) il giornale, osservano e chiosano irriverenti lo svolgersi del giallo. Protagonisti secondari, ma interessanti, il commissario Fusco, riassunto dichiarato delle barzellette sui calabresi, il dottor Carli, l’immancabile anatomopatologo, Tiziana, la popputissima dipendente di Massimo, ed una serie di personaggi da “costiera pisana” tra cui spicca il Pigi, buttafuori della locale discoteca trendy. Neanche a dirlo il nostro risolverà il caso sfruttando i segreti della briscola in cinque, gioco di carte dei più belli, cui è stato iniziato dai quattro pestiferi anzianotti.
Le copertine del letto:
(corte)
Comprato per il mio amore verso la briscola in cinque e per la pisanità dell’autore il libro si è rivelato una bella sorpresa ed è passato rapido e divertente, due ore di lettura spensierata e piacevole; fatta questa dovuta premessa, andiamo a vedere meglio.
Cominciamo dalla cosa peggiore, il giallo non regge, o comunque regge pochissimo, la soluzione è tirata fuori dal cilindro magico e l’intreccio risulta banalotto, ma…
C’è un ma altrimenti quattro copertine corte non si spiegano, ed il ma è presto detto, la descrizione della vita del paese, che passa attraverso i quattro nostri eroi, è dissacrante e divertente, calibrata benissimo ed assolutamente “condivisibile”, il libro infatti si regge sui quattro vecchietti sia chiaro, Nonno Ampelio su tutti. Cinici, teneramente incerti e inequivocabilmente rompicoglioni, strappano risate e buonumore. Aiuta poi anche il contesto (ma qui temo che la cosa possa essere apprezzata solo dai lettori “locali”), in un incrociarsi di caratterizzazioni stereotipate ma efficaci che ha il suo culmine nella descrizione delle ragazzotte che tornano dal mare, dee nordiche all’incedere, contadine pappianesi appena aprono bocca.
Insomma, forse è un libro per pisani e dintorni, ma noi lo siamo, ed allora ve lo consiglio.
Personaggio preferito: Nonno Ampelio, fantastico, ottantenne vorrei essere come lui…
Le righe del cuscino: Il libro l’ho già prestato, appena rientra le metto
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genere: narrativa prestata al giallo
Pubblicato in 4 copertine corte, narrativa, giallo |
Luglio 25th, 2007 alle 18:00
Siamo tutti un po’ pisani. Gaò.
Luglio 26th, 2007 alle 08:09
tu non sei dei dintorni?
Luglio 26th, 2007 alle 13:13
Se hai presente Porta a Lucca, un po’ più giù.
Settembre 7th, 2007 alle 08:20
Divertente e ben scritto, un ottimo esordio per il pisano Malvaldi. Un appunto: a volte certe espressioni tipiche sembrano un pò forzate, cioè inserite quasi per non lasciarle fuori, e stonano un pò col resto del discorso.
Settembre 7th, 2007 alle 09:39
sì, ma nonno Ampelio?
Settembre 10th, 2007 alle 15:20
nonno Ampelio sono io.
Settembre 19th, 2008 alle 16:21
Il mio è un commento con cognizione di causa..ho vissuto 34 anni a Tirrenia (Pineta nel libro); certe scene, dinamiche, situazioni, personaggi confermo che sono molto vicini alla realtà, questo è un elemento che mi ha fatto apprezzare molto il libro , è stato come tornare indietro con gli anni.
Altro elemento positivo è la metafora del gioco della briscola in 5 dove solo uno sa già tutto in partenza…un pò come il Dottore nel librio…questa per me è stata un’idea geniale.
Per finire indico quella che secondo me è la migliore espressione utilizzata dall’autore per identificare i contadini che vanno a ballare sul litorale “
Settembre 19th, 2008 alle 16:22
..
Settembre 19th, 2008 alle 16:22
..”I DISERTORI DELLA VANGA”……bellissima!!!