La pista di sabbia - di Andrea Camilleri
letneo
Eccoci, ci siamo … capitolo dodicesimo della saga di Montalbano e diciamolo subito, così ci togliamo il pensiero, Montalbano non muore. Stupiti? Stupefatti? Non credo. La storia comincia con uno strano incubo (che poi diventeranno due) ed il ritrovamento di un cavallo morto sulla spiaggia davanti la casa del commissario e continua, scorrevole e divertente (si torna a ridere, ed è un bene), fino al finale.
Le pagine passano rapide tra nuove bellissime donne stereotipate e straniere (erano più intriganti le siciliane dei primi libri), corse clandestine controllate dalla mafia, esilaranti banchetti con la classe nobile di Vigàta e dintorni (la scena del battimani mi ha portato alle lacrime), un morto, una strana storia di corna (anzi due) e tutta la compagnia danzante che come sempre accompagna il nostro eroe, dall’incontenibile Catarella, ai pizzini “da collezione” di Fazio, ai nuovi occhiali di Augello (che turbano il Nostro), alle corse di Gallo fino alle sparatine di Galluzzo; unico assente, ma giustificato, il buon Zito.
Come finisce non ve lo dico, vi rivelo solo che il Nostro risolve il caso dopo aver sbagliato strada un paio di volte, pardon, pista. Stupiti? Stupefatti? Non credo. Il ciclo può continuare…
Le copertine del letto: 
Tre meritate, forse anche qualcosina di più.
Il libro è, come d’abitudine, ben scritto, ed in più ha perso un pò di quella pesantezza intimista che stava cominciando a pesare troppo sulle storie snaturando il commissario e rendendolo piatto troppo elaborato ed ineluttabilmente meno saporito.
Si torna a ridere, e di gusto, il giallo tiene (pur senza le vette dei primi libri), lo si legge con facilità, insomma un libro facile ed estivo, e di questi tempi questi aggettivi servono a tutto tranne che a sminuire.
Tutti i romanzi del commissario:
- La forma dell’acqua, 1994 - ed. Sellerio
- Il cane di terracotta, 1996 - ed. Sellerio
- Il ladro di merendine, 1996 - ed. Sellerio
- La voce del violino, 1997 - ed. Sellerio
- Un mese con Montalbano, 1998 - ed. Mondadori
- Gli arancini di Montalbano, 1999 - ed. Mondadori
- La gita a Tindari, 2000 - ed. Sellerio
- L’odore della notte, 2001 - ed. Sellerio
- Natale con Montalbano, 2001 - ed. Mondadori
- La paura di Montalbano, 2002 - ed. Mondadori
- Storie di Montalbano, 2002 - ed. Mondadori
- Il giro di boa, 2003 - ed. Sellerio
- La pazienza del ragno, 2004 - ed. Sellerio
- La prima indagine di Montalbano, 2004 - ed. Mondadori
- La luna di carta, 2005 - ed. Sellerio
- La vampa d’agosto, 2006 - ed. Sellerio
- Le ali della sfinge, 2006 - ed. Sellerio
- La pista di sabbia, 2007 - ed. Sellerio
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genere: giallo alla Camilleri
Pubblicato in 3 copertine, giallo |
Settembre 13th, 2007 alle 15:53
La pista di sabbia
Questo libro poteva anche chiamarsi la misteriosa ammazzatina del cavallo. Il commissario piú famoso di Sicilia sogna un cavallo (un cavallo strano e mostruoso) si sveglia ed incredibile coincidenza davanti alla veranda di casa sua si trova un cavallo morto. Il commissario, che evidentemente non ha molto meglio da fare, complice anche una bella amazzone, si intestardisce a cercare di risolvere l´efferato omicidio, o meglio, equinicidio. Sorpresa sorpresa alla fine ci riesce. Inutile aggiungere che questo libro non mi è piaciuto per niente: la storia è inesistente i personaggi ormai sono ridicoli, si Catarella fa ridere, ma ormai è una macchietta. Ma quello che piú mi ha indispettito è il personaggio di donna Rachele: una donna bellissima, intelligentissima, simpaticissima, bravissima a cavalcare, sicura di se, praticamente Xena la regina delle amazzoni con qualche anno in piú. Inutile dire che l´ormai confuso commissario non puó resistere e le salta addosso in un fienile “alla moda delle cavalle partiche” come diceva il buon vecchio Boccaccio. Il personaggio di Montalbano sta avendo un tracollo e non riesce piú a resistere alle donne che li ronzano intorno e che rimangono sempre attratte da lui.
Anche il metodo utilizzato per incastrare il colpevole non è di nuova invenzione, ma un ottimo riciclaggio.
In tutta sinceritá il peggiore della serie. Giudizio finale 2 coperte corte
Luglio 24th, 2008 alle 08:48
Ahimè, mi accodo al commento sopra. Certo, il libro si legge. Ma ormai ha poco senso. Troppo banalotto, si sono persi i fasti dei primi romanzi e quello che rimane è solo un brodino allungato. E basta co ’sta storia che le donne più belle, più intelligenti, più indipendenti, più sensuali, si invaghiscono di Montabano e non hanno pace finchè non lo seducono.