Caos calmo - di Sandro Veronesi
chiagia
La prima cosa da dire è che è un libro travolgente, un libro che corre.
Corre la storia, anche se sembra che non accada nulla. O, meglio, che dopo poche pagine tutto quello che doveva accadere sia già accaduto.
Pietro Paladini, quarantenne manager di pay tv in corso di fusione, a cinque giorni dal matrimonio, è già stato travolto dal ciclone che lo aspettava. Dietro a lui c’è una vita forse felice e una carriera sull’orlo di una crisi di nervi. Davanti c’è probabilmente un’ondata di dolore che lo aspetta ma che tarda ad arrivare. Fine.
La storia di Pietro Paladini potrebbe fermarsi qua e lasciare il lettore a chiedersi che si sarà inventato questo giovane scrittore per le successive quattrocento pagine. Tanto più che il protagonista, parente alla lontana di quel medico al capezzale di mazzantiniana memoria, non trova di meglio che piazzarsi davanti alla scuola della figlia. Per consolare lei, per aspettare il dolore che prima o poi (come l’amore) arriva, per star lontano dai deliri lavorativi, per chissà quale motivo.
La storia, come detto, potrebbe finire qua e invece qua inizia e comincia a correre. Non per Pietro, che rimane fermo (non solo simbolicamente) ad ascoltare i Radiohead e a farsi domande sul bene e sul male. Corre per tutto il resto del mondo (gli amici, i parenti, i colleghi, i passanti) che dapprima assiste con curiosità a questo punto straordinariamente immobile. Poi, d’improvviso, ne comprende il senso. E Pietro diventa l’Uomo degli Abbracci, il raccoglitore di sofferenze, un consolatore zen in attesa di dolore. Finchè qualcosa spezzerà la sua attesa apparentemente infinita.
Le copertine del letto: 
Tra McEwan e De Carlo Veronesi ambienta il suo caos in un mondo reale e davvero caotico, all’epoca della fusione che sembra lontanissima tra i colossi della televisione satellitare, in una Milano che corre - come da copione -, il posto giusto per far risaltare la calma di Pietro Paladini che dal suo osservatorio involontario, si ritrova a leggere e analizzare la variegata fauna di personaggi che lo visita.
Una fauna di personaggi talvolta stereotipati ma sempre interessanti, ben scritti, divertenti o commoventi, difficili da dimenticare (la ragazza che prolassa inconsciamente sincerità, lo stilista eterno peter pan, i colleghi con le loro nevrosi non solo lavorative).
Caos calmo è forse - come lo hanno definito - una storia statica. Eppure riesce a tenere incollato il lettore perchè è vero, credibile. Perchè noia e banalità non compaiono quasi mai, perchè il lettore vola fino all’ultima riga, fino a quel pallone lanciato per aria nel parco che ormai è caduto.
Ai protagonisti (e ai lettori) non resta che prenderne atto.
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Genere: narrativa
Pubblicato in 4 copertine, narrativa |
Giugno 27th, 2007 alle 11:01
A me è piaciuto molto.
Personaggi preferiti: la fidanzata di Piquet (una versione mooolto edulcorata della mitica Melinda del “miglio verde”) e l’avvocato Alessio Romano, personaggio che appare per mezza pagina, ma lascia un segno..
Luglio 24th, 2007 alle 08:48
Un libro intenso, triste, che ti svuota e ti lascia sulla sedia (divano, sdraio, letto, poltrona, tappeto, spiaggia che sia)con in bocca un sapore amaro e una gran calma.
Per me possono essere anche 5 copertine corte…
Settembre 18th, 2007 alle 10:11
l’ho appena iniziato
mi sembra troppo doloroso per andare avanti, ma temo che lo farò lo stesso..
ne riparliamo tra qualche giorno
Settembre 19th, 2007 alle 13:04
lo sta leggendo anche barbara
Ottobre 11th, 2007 alle 13:26
pensavo di aver scritto il mio commento giorni fa.. mi ero dimanticata che poi si era cancellato.
la particolarità di questo libro sta nella sua capacità di entrarti dentro mentre sembra che invece ti passi accanto, che scorra placido.
i personaggi, i piccoli gesti sono quelli della nostra vita, il viglie, la maestra, la mamma che porta il bimbo a fare terapia, la ragazza che porta il cane nel parco; dopo aver letto questo libro mi capita più spesso di chiedermi quale sia la vita dellepersone che incrocio per caso e che mi colpiscono.
la storia mi ha fatto tornare in mente la corsa di Forrest Gump… tutti ne parlano, cercano di scoprire i significati filosofici della sua scelta, diventa una celebrità, ma quella era l’unica cosa che in quel momento era in grado di fare.
concordo sulle 4 copertine, gran bel libro, ed anche sul personaggio cult della barrocciaia