Il Broker - di John Grisham
la bardassa
Durante le ultime ore del suo mandato, il presidente degli Stati Uniti concede la grazia ad una serie di persone. Senza una ragione apparente, tra queste, c’è Joel Backman, un potentissimo avvocato di Washington soprannominato Il Broker, condannato a 20 di carcere per aver cercato di vendere un software sofisticatissimo in grado di manipolare tutti i sistemi spionistici satellitari. Di punto in bianco, il Broker si trovo catapultato da un carcere in regime di isolamento ad una anonima città del Nord Italia. La CIA ha pensato a tutto: da una nuova identità, ad una casa, ad un programma intensivo per l’apprendimento dell’italiano. Nel giro di qualche settimana, il Broker avrà modo di scoprire qual è la contropartita di tutta questa benevolenza. Si scatena, infatti, una caccia all’uomo senza quartiere, in cui sono coinvolti i servizi segreti di mezzo mondo.
Le copertine del letto:
Mah! Che dire? La trama è poco consistente, i personaggi poco credibili, ci sono tante imprecisioni (due su tutte: i prezzi dei treni e il non divieto di fumo nei locali). A un certo punto, poi, pare d’essere capitati nel libro della Clerici e della Moroni: tortellini, lasagne, fiaschi di vino… si parla altro che di mangiare. Via, non ci siamo proprio.
__________________________________________________________________
Genere: Giallo
Pubblicato in 1 copertina, giallo |
Aprile 26th, 2007 alle 10:51
AHAHAHAHA
che meravigliosa recensione
(lo tolgo subito dai libri da leggere)
Aprile 26th, 2007 alle 12:03
uff a me invece è piaciuto… c’è un sacco di bologna e la trama è buona fino quasi alla fine
Aprile 26th, 2007 alle 15:54
no problem, tanto mi sa che la bardassa me lo prestava di default… vedremo..
Maggio 29th, 2007 alle 08:54
infatti.
Sinceramente anche a me non è che abbia convinto molto questo libro. C’è una spaccatura totale tra il Backman pre e post galera, il ritmo è lento, non si capisce come questo qui, circondato da assassini prezzolati che vogliono la sua testa, se ne riesca bel bello a tornare in America, e lì giri a suo piacimento tra Pentagono e hotel..
Insomma, a me questo libro è sembrato un pretesto per venire in Italia e girare tutte le osterie di Bologna! ecco.
Maggio 29th, 2007 alle 14:10
vabbè
anche catania-chievo era un pretesto per venire a Bologna e fare un giro di osterie
Maggio 29th, 2007 alle 14:19
ma te mica ci hai scritto sopra un libro saporoso
Maggio 29th, 2007 alle 14:44
e chi te lo dice?
Giugno 5th, 2007 alle 10:39
saporoso o soporoso?
Giugno 5th, 2007 alle 13:56
credo intendesse proprio saporoso, detto di colui che fa pesare anche le virgole