Cunnilingusville - di Augusten Borroughs
la barrocciaia
Comincerei subito col dire che il titolo è (furbescamente) fuorviante. E comunque nonostante non parli “proprio proprio” del cunnilingus, il libro non è propriamente politically correct, ma anzi pullula di un bel pò di parolacce e fluidi corporei. Lui è gay, e con racconti autobiografici parla di sè, della sua infanzia, delle sue storie d’amore ma soprattutto di sesso (astenersi benpensanti), in modo originale e divertente. Notevole il pezzo sulla donna delle pulizie.
Le copertine del letto:
(corte)
Si legge bene, scorrevole, apparte qualche scossone qua e là (tipo il pompino del prete), e ogni tanto scappa anche una bella risata. Forse è un pò edulcorato, anestetizzato via, tra le righe si capisce che l’autore ha avuto una infanzia tremenda, ma dai racconti se ne esce quasi sempre buttandola in vacca. Mi riservo di leggere altri due suoi libri, precedenti a questo (”Correndo con le forbici in mano“, sulla sua infanzia appunto, e “Dry“, che parla del suo difficile percorso di disintossicazione dall’alcool).
Ah. Sulla copertina è riportata parte di una recensione dal Washington Post “Spaventoso, perverso, toccante, vendicativo e divertentissimo”. Sono completamente buttati lì a caso. Gira la ruota!
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Genere: narrativa autobiografica, racconti
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