Turista per caso - di Anne Tyler
la barrocciaia
La vita di Macon Leary, autore di guide pratiche per uomini d’affati costretti loro malgrado a viaggiare, viene sconvolta dalla morte del figlio di 12 anni, ucciso durante una sparatoria in un fast food. Dopo un anno e mezzo dalla tragedia, la moglie decide di lasciarlo, e lui cade in un vortice di depressione nevrotica: comincia a organizzare la sua vita con una precisione meticolosa, progettando un suo mondo ordinato fatto di “sacchi corporei” (lenzuola cucite a sacco) e pop corn a colazione. Questo fino a quando non incontra Muriel Pritchett, istruttrice di cani, logorroica, con un figlio problematico e capelli crespi come quelli di un Jackson5. Ovviamente questo incontro cambierà la sua vita.
Dal libro è stato tratto un film, che io non ho visto, con William Hurt (Macon Leary), Kathleen Turner (la moglie Sarah) e Geena Davis (Muriel).
Le copertine del letto:
Ho aspettato un pò a rifare questo letto (certo, con un bel sacco corporeo..). Il libro è di una tristezza sconcertante, illuminato però da momenti tenerissimi e quasi comici. L’ho letto perchè Nick Horby ha detto che quello è stato il libro che l’ha convinto a provare a diventare uno scrittore. Io non ho avuto la stessa folgorazione (per me fu Macondo, con Amaranta e Remedios la Bella), mi rimarrà però in testa una frase di questo libro, ahimè, che cito.
Le righe del cuscino: Ma quando si rimisero in marcia, fece scivolare una mano nella sua. Quei ditini erano talmente unici, talmente particolari, tanto pieni di carattere, che lui strinse la presa, sentendosi dilagare nell’intimo da una piacevole sorta di pena. Sì, sulla sua vita erano tornati a incombere tutti i vecchi pericoli. Gli toccava ancora una volta preoccuparsi per la guerra nucleare e per il futuro del pianeta. Veniva spesso preso dallo stesso pensiero segreto, pieno di sensi di colpa, che lo aveva colto dopo la nascita di Ethan: da questo momento in poi non sarò mai più completamente felice. Non che prima lo fosse, naturalmente.
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Genere: narrativa
Pubblicato in 3 copertine, narrativa |
Marzo 24th, 2007 alle 15:38
Concordo su tutta la linea: tristissimo, alienante, alienato. Personaggi inquietanti e sconcertanti. Ma la cosa più terribile è l’assassinio senza motivo del figlio. Son cose che se ci pensi, ti mandano fuori di testa.