Sabato - di Ian McEwan
letneo
Il “sabato bestiale” di un affermato neurochirurgo londinese è al centro di una storia dettagliata, storia che comincia nell’alba di un aereo che precipita, e finisce all’alba del giorno dopo che, come ogni domenica, è meno carica del sabato che la precede. Henry Perowne è svelato nei suoi pensieri, nella sua sicurezza infranta, nelle sue abitudini, nelle sue convinzioni e nelle sue, sempre crescenti, paure, è svelato in una prima persona quasi senza dialoghi, totalmente e tenacemente introspettiva, e tutto quel che accade in questo Sabato fuori dagli schemi ci passa davanti, chiaro fino al minimo insignificante dettaglio. Un Sabato inquietante, perchè insolito sarebbe riduttivo, il cui centro drammatico è molto più breve e banale di quanto sia lunga la sua preparazione e di quanto sia fosco il suo contorno.
Le copertine del libro: 
Un inizio sfolgorante (e si sa quanto questo aiuti all’acquisto) a cui non corrisponde il livello generale di tutto il libro. La precisione nei dettagli è maniacale, inizialmente affascinante, alla lunga però eccessiva: un esempio per tutti la lunghissima partita a squash, intensa per le implicazioni “psicologiche” del protagonista, ma descritta con una puntigliosa, ed infastidente, precisione lessicale e di traiettorie. Il voler dire tutto, e tutto dettagliatamente, fa perdere il senso della misura ed alla fine i troppi ingredienti (la neuro-chirurgia, il terrorismo, il pacifismo, lo squash, la zuppa di pesce ed il teppismo locale, per dirne solo i principali) si rivelano mal assortiti, e senza un gran sapore. Resta comunque un libro interessante da leggere, che racconta bene, con un ritmo incalzante e continuo, la nostra contemporanea e tecnologica confusione quotidiana.
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Genere: noir introspettivo
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