E’ stato un attimo - di Sandrone Dazieri
la barrocciaia
Santo Denti si sveglia nel bagno della Scala di Milano, dopo essersi preso una scossa elettrica da un interruttore difettoso. E difettosa ora è la sua memoria, perchè Santo ha scordato in toto i suoi ultimi 14 anni di vita. Da spacciatore e ladruncolo quale era si ritrova pubblicitario di successo, ideatore di campagne demenziali, religioso e praticante.Tutta la prima parte del libro ruota intorno ai due protagonisti, il Santo Trafficante e il Santo Benpensante, al tentativo di farli coincidere in una unica persona. Sullo sfondo, un delitto, e una attenta critica sociale fatta usando come spunto i commenti di Santo, passato dal “Medioevo tecnologico” (gli anni ‘80) alle esasperazioni di oggi.
Le copertine del letto:
L’idea è senza dubbio buona, la prima metà del libro diverte e avvince. Purtroppo nel tentativo di chiudere tutti i cerchi il ritmo inevitabilmente cala, e il finale non è all’altezza del resto del libro.
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Genere: giallo, humor
Pubblicato in 3 copertine, giallo |
Maggio 14th, 2007 alle 09:28
Rimasto insoddisfatto dall’ultimo Carlotto mi sono tuffato in cerca di qualcosa che mi completasse le voglia di noir all’italiana. E ho trovato l’ultimo di Sandrone Dazieri, “E’ stato un attimo”. Dazieri è l’inventore del Gorilla, investigatore schizofrenico interpretato al cinema da Bisio, ma in questo libro il Gorilla lascia il posto a Santo Denti, l’uomo che si addormenta spacciatore e si risveglia, quattordici anni dopo, affermato pubblicitario milanese.
Su questo giochino gira tutto il libro. Il vecchio Santo, soprannominato Trafficante per le sue attitudini, viene colpito alla testa da un “amico” nel 1991 e perde i sensi. Quando riapre gli occhi siamo nel 2005, sul pavimento del bagno della Scala. Tra uno svenimento e l’altro ci sono quattordici anni nei quali Santo è diventato una brava persona, fondatore di centri cattolici e di comunità di recupero, ricchissimo e dotato di fidanzata stragnocca e amicizie altolocate. Quattordici anni dei quali non ricorda nulla e sarebbe ancora il meno se non si mettessero di mezzo l’omicidio del suo capo, un bambino in arrivo e vari maneggi attorno all’agenzia pubblicitaria…
Dazieri in questo romanzo è bravissimo a tenere sul filo della credibilità una storia che poteva risultare strampalata. Pesca dalle sue letture rievocando qua e là Palahniuk e citando Vonnegut e mette in tavola una trama originale e sempre divertente, che trascina il lettore fino all’ultima pagina.
Il suo protagonista svaria ottimamente sul piano della schizofrenia, specie all’inizio quando in un corso accelerato deve capire tutto quello che è accaduto nel mondo nei quattordici anni passati: internet, tangentopoli, 11 settembre, zero scudetti all’inter e via andare.
Il finale è forse un po’ frettoloso ma tutto sommato coerente. Da leggere.