Chi è morto alzi la mano - di Fred Vargas
la barrocciaia
E’ un libro che mi ha prestato Silvia.Ora mi tocca comprarlo, ben mi sta, così imparo. E’ che proprio non sopporto di non tenere un libro, a meno che non mi abbia fatto davvero schifo. E non è questo il caso, lo dico subito così mi tolgo il pensiero.
“Chi è morto alzi la mano” è un giallo, ma ha tutti gli ingredienti per piacere anche a chi non ama troppo il genere, perchè alla storia avvincente si mescola un ottimo approfondimento dei personaggi.Protagonisti sono tre storici strampalati e poveri in canna, che per esigenze economiche vivono insieme. Ognuno di loro si dedica ad una epoca diversa (preistoria, medioevo e grande guerra), e questo condiziona il loro modo di pensare, di comunicare e in parte anche di vestire (il cacciatore-raccoglitore gira in sandali e niente altro addosso, in casa). I dialoghi sono surreali e a tratti molto divertenti. Quando nella casa accanto alla loro accade un fatto curioso (un piccolo faggio viene trovato piantato in giardino, e i proprietari, una coppia benestante, non hanno idea di chi possa averlo fatto, e perchè), i tre, coinvolti dalla vicina, cominciano ad investigare. Da questo fatto apparentemente irrilevante prenderà via via corpo una storia ben più macabra e complessa.
Personaggio preferito: i tre “evangelisti”, e tra loro, al fotofinish, Lucien (grande guerra) su Mathias (preistoria).
Le copertine del letto: 
Questi tre storici abbastanza sfigatelli che risolvono il caso, lavorando ai margini dell’inchiesta e della società, hanno un che di pennacchiano che mi ha conquistata.
Ah! Dopo avventurose ricerche il libreria, questa è la sequenza temporale dei romanzi della Vargas, per non perdersi proprio niente:
- Chi è morto alzi la mano
- Io sono il tenebroso
- L’uomo a rovescio
- Parti in fretta e non tornare
- Sotto i venti di nettuno
- Nei boschi eterni
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Genere: giallo
Pubblicato in 3 copertine, giallo |
Ottobre 11th, 2007 alle 07:54
Sono riuscito a finirlo dopo un anno (!) e dopo averlo dato per perso a pagina 100. Che ne so, si vede che non digerisco a fondo lo stile della Fred. E’ vero che c’è qualcosa di pennacchiano ma… non ho ritrovato il caldo che mi fa Pennac. Comunque è valsa la pena di finirlo perchè dopo la metà diventa un ottimo giallo con ben tre colpi di scena finali (proprio quando pensi “che minchiata, si capiva dall’inizio…”).
Ora posso leggere gli altri, sperando che mi prendano meglio.
Ottobre 11th, 2007 alle 09:26
questo a me manca
comincia col primo di Adamsberg
“L’uomo dei cerchi azzurri”
uscito ora (!)