Romanzo criminale - di Giancarlo De Cataldo
la barrocciaia
La storia, romanzata, è quella della banda della Magliana, che ha imperversato nelle strade di Roma nel periodo compreso tra la fine degli anni ‘70 e tutti gli ‘80.La tecnica narrativa è molto diretta, le descrizioni crude e asciutte, i personaggi ben tratteggiati. Dal libro è stato tratto un film, con la regia di Michele Placido; non l’ho visto, ma so quali attori hanno interpretato i vari personaggi, e siccome secondo me si tratta di un casting azzeccato, li elenco, per i posteri:chi legge il libro può immaginarseli così.
il Freddo è Kim Rossi Stuart
il Libanese è Pierfrancesco Favino
il Dandi è Claudio Santamaria
il Nero è Riccardo Scamarcio
il Bufalo è Francesco Venditti
Scialoja (lo sbirro) è Stefano Accorsi
Personaggio preferito: il Ranocchia, lo zio Carlo (è possibile affezionarsi a dei delinquenti? dello zio Carlo mi fa impazzire il fatto che se parlando di una persona sorride, tempo poco quella fa la fine del topo).Ovviamente io vorrei essere Vallesi Cinzia, detta Patrizia, la buddellona. Ma sono Roberta.
Le copertine del letto: 
Mi è piaciuto lo stile e lo spessore scenico dei personaggi. Eccezionali i soprannomi romani. Avevo solo una vaga idea di cosa sia stata la banda della Magliana. Ora lo so, e anche questo mi fa votare per il sì.
Le righe del cuscino (incipit): Se ne stava rannicchiato fra due auto in sosta e aspettava il prossimo colpo cercando di coprirsi il volto. Erano in quattro. Il più cattivo era il piccoletto, con uno sfregio di coltello lungo la guancia. Tra un assalto e l’altro scambiava battute al cellulare con la ragazza: la cronaca del pestaggio. Menavano alla cieca, per fortuna. Per loro era solo un gran divertimento. Pensò che potevano essergli figli. A parte il negro, si capisce. Pischelli sbroccati. Pensò che qualche anno prima, solo a sentire il suo nome, si sarebbero sparati da soli, piuttosto che affrontare la vendetta. Qualche anno prima. Quando i tempi non erano ancora cambiati. Un attimo fatale di distrazione. Lo scarpone chiodato lo prese alla tempia. Scivolò nel buio.
- Annamo, - ordinò il piccoletto, - me sa che questo non s’alza più!
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Genere: noir italiano
Pubblicato in 3 copertine, noir |
Maggio 24th, 2007 alle 07:52
Concordo con la pregevole recensione della Barrocciaia per quanto riguarda i personaggi, i loro soprannomi e la loro caratterizzazione. Però però però…io avrei dato una mezza copertina in meno soprattutto perché è troppo lungo per lo spessore della storia raccontata. Insomma, il finale non arrivava mai.